Sumbath Somphone, scomparso due anni fa nelle strade di Vientiane

il Manifesto: 15 Ottobre 2014

Luciana Castellina

Il caso del leader desaparecido. Dagli anni ’80 dava sostegno alle piccole conduzioni contadine. Sotto accusa il governo laotiano

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Un poster chiede la liberazione di Sumbath Somphone © Reuters

Che l’attività dei movi­menti e delle asso­cia­zioni che fanno capo al Forum dei popoli euro­pei e asia­tici non sia indo­lore, che non si tratti di sole parole ma di una dura lotta per cam­biare e imporre una demo­cra­zia sostan­ziale, lo prova il caso dram­ma­tico di Sum­bath Som­phone, la cui imma­gine ha colo­rato le mura di tutte le sale dove si sono svolti i lavori della conferenza.

La vicenda ce la rac­conta nell’articolo che segue la moglie, Shii Meng Ng, che, con il suo discorso, ha aperto i lavori della Aepf. Sum­bath, come rac­conta, gui­dava la sua vec­chia jeep nel cen­tro di Vien­tiane, lei lo pre­ce­deva verso casa sul suo vei­colo, quando si è accorta che il marito era stato fer­mato a un posto di blocco della poli­zia. Non ci ha fatto molto caso, pen­sando ad una infra­zione stra­dale, nor­male nel cao­tico traf­fico della capi­tale lao­tiana. L’allarme è scat­tato quando non l’ha più visto arri­vare a casa e inu­tili sono state le ricer­che presso gli ospe­dali e la polizia. (more…)

Da oggi Milano è la casa dei popoli di tutto il mondo

Villagio Globale: 10 Ottobre 2014

forum-milanoLa tre giorni di convegni e workshop su Commercio internazionale, Protezione sociale, Sovranità alimentare, Cambiamento climatico, Pace e sicurezza. Un appello rivolto ai governi e alle istituzioni di tutto il mondo per far tornare a casa Sombath Somphone.

Una sedia vuota e un appello rivolto ai governi e alle istituzioni di tutto il mondo per far tornare a casa Sombath Somphone. È iniziato così il Forum dei popoli che ha preso avvio stamane a Milano, casa della decima edizione del Forum della società civile Asia-Europa, AEPF10.

A prendere la parola per prima dinanzi a oltre 400 delegati provenienti da tutto il mondo è stata Shui Meng Ng, moglie dell’attivista premio Nobel asiatico Sombath Somphone, vittima di una sparizione forzata il 15 dicembre 2012. La sua colpa, aver organizzato la nona edizione del Forum nel Laos, nel nome della lotta alla povertà, alle disuguaglianze, alle iniquità.

«Mi sono chiesta se Sombath abbia varcato qualche soglia sconosciuta, scontentando chi non vuole riconoscere alla società civile uno spazio maggiore», ha ragionato a voce alta Shui Meng Ng, che ha aggiunto: «Sombath non avrebbe mai rinnegato la sua vita e il suo impegno. Non si sarebbe mai pentito».

All’appello si è unito anche Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale di Milano e simbolico padrone di casa nella cornice casalinga che ospita il Forum: la Fabbrica del Vapore. «Confermo l’impegno a tutti i livelli istituzionali affinché Sombath possa tornare a casa, perché oggi più che mai è impossibile alcuna politica priva dell’apporto determinante della società civile da voi ben rappresentata». (more…)

Censure, sequestri e abusi: Vientiane è il regime “più repressivo” del Sud-est asiatico

Asia News: 20 February 2014

Attivisti denunciano: “nel Paese vi è un governo dittatoriale e repressivo in tema di libertà individuali e diritti civili”. La sparizione di Sombath Somphone un monito per tutti gli attivisti e oppositori al regime. Un laotiano conferma: non si può discutere di politica o criticare il partito comunista al potere. Anche la religione sotto lo stretto controllo dello Stato.

Vlaoembassy_595(cropped)ientiane (AsiaNews) – Il partito unico comunista al potere a Vientiane perpetra “gravi” violazioni ai diritti umani, che il più delle volte passano sotto silenzio a causa del controllo strettissimo del governo sulla stampa e le associazioni attiviste. È quanto denunciano gruppi pro-diritti umani all’indomani della pubblicazione di un rapporto secondo cui il Laos è “lo Stato più repressivo” di tutta la regione del Sud-est asiatico. Fin dalla scomparsa dell’attivista e figura di primo piano della società civile Sombath Somphone, fermato il 15 dicembre 2012 a un check-point della polizia, il Paese è finito nel mirino dei movimenti internazionali che si battono per i diritti umani. Una sparizione dietro la quale vi sarebbero agenzie governative o membri legati ai poteri dello Stato.

In un’intervista a Radio Free Asia (Rfa) Phil Robertson, vice-direttore per l’Asia di Human Rights Watch (Hrw), sottolinea che “la situazione in Laos è molto seria”, perché il governo di Vientiane “usa il suo potere […] per controllare le posizioni politiche nel Paese, in un modo che viola chiaramente diversi trattati internazionali sui diritti umani”. Egli parla di esecutivo “dittatoriale” e “repressivo” in tema di libertà individuali e civili. (more…)